Valutazioni economiche

Per valutare la sostenibilità economica dell'impianto é stato calcolato il tempo di ritorno dell'investimento.

Tali valutazioni sono state effettuate considerando  e mettendo a confronto due tipi di impianto, ipotizzati a servizio di due edifici monofamiliari a Roma, con diverse prestazioni energetiche:

  • tipo uno di riferimento: impianto costituito da una caldaia a condensazione per il riscaldamento e la produzione di ACS di integrazione, da un impianto split con 5 elementi, da 10 pannelli fotovoltaici, da un impianto solare per la produzione di ACS con 2 pannelli termici come quelli tipo D installati nell’impianto di Terni e da un boiler da 300 litri, da un impianto di distribuzione con 7 radiatori;
  • tipo due di confronto: impianto, derivato da quello realizzato a Terni, costituito da una pompa di calore con accumulo, da 10 pannelli ibridi, da un boiler da 300 litri, da un impianto di distribuzione con 7 fan-coils.

PiantaIn particolare gli edifici ipotizzati hanno le medesime dimensioni e forma (rappresentative di una significativa parte del patrimonio edilizio italiano) ma differenti accorgimenti costruttivi tali da farli appartenere rispettivamente alle classi energetiche Ai e Di.

Sono stati considerati due edifici monofamiliari, disposti a Roma, con le medesime dimensioni e forma - rappresentative di una significativa parte del patrimonio edilizio italiano - ma con differenti accorgimenti costruttivi tali da farli appartenere rispettivamente alla classe energetica Ai e alla classe energetica Di. Da studi precedenti di RSE sono stati ripresi i dati e i fabbisogni energetici di tali edifici, che presentano la pianta riportata nella figura e che hanno un sottotetto con tetto non isolato, e il piano di abitazione poggiante per metà superficie direttamente sul terreno e per l’altra metà su un locale non climatizzato. In particolare i fabbisogni di tali edifici sono stati valutati con una procedura di calcolo che si basa sul metodo orario semplificato descritto all’interno della norma UNI EN ISO 13790:2008 e nei calcoli è stato tenuto conto degli scambi termici per trasmissione, degli apporti termici interni, degli apporti termici solari, degli scambi termici per ventilazione e/o infiltrazioni. Questi edifici hanno superficie in pianta di 121 m², superficie utile di 90 m² e i fabbisogni energetici indicati nella tabella.

Tabella fabbisogni

 

Risultati

I risultati delle valutazioni hanno evidenziato che l’impianto con PdC e pannelli ibridi, a fronte dei flussi di cassa derivanti dai minori costi dei combustibili ha tempi di ritorno degli investimento di circa 8 anni, per l’edificio con classe energetica Ai(guarda tabella),e di 5 anni per l’edificio con classe energetica Di(guarda tabella).

L’impianto con PdC e pannelli ibridi può essere dunque considerato economicamente sostenibile in quanto ha tempi di recupero dell’investimento significativamente al di sotto del tempo di vita tecnica dell’impianto.

Al ridursi della classe energetica dell’edificio aumenta il vantaggio economico dell’impianto con PdC e pannelli ibridi in quanto cresce il fabbisogno di riscaldamento, che la pompa di calore soddisfa assai più efficacemente della caldaia del primo tipo di impianto. Da ciò ne consegue che un impianto con PdC e pannelli ibridi risulta ancor più interessante nel caso di ristrutturazioni di edifici, che spesso difficilmente riescono a portare gli edifici nelle classi energetiche più elevate.

 

Valutazioni economiche su uno scambiatore per il recupero del calore dell’acqua reflua

 

Acqua reflua

Sono state effettuate valutazioni economiche anche su uno scambiatore per il recupero dell’energia termica dall’acqua calda sanitaria inviata alla rete delle acque reflue, considerando che questo venga installato in corrispondenza di:

  • un piatto doccia di una famiglia di 4 persone, ognuna delle quali fa la doccia tutti i giorni;
  • un piatto doccia di una famiglia di 4 persone, ognuna delle quali fa la doccia 2 volte alla settimana.

In particolare è stato considerato questo tipo di applicazione poiché consente di ottenere i maggiori rendimenti dello scambiatore, presentandosi contemporaneità tra l’utilizzo dell’acqua calda e il suo scarico nelle acque reflue. Sono state inoltre considerate due diverse frequenze di utilizzo per valutare gli effetti che queste comportano nelle valutazioni economiche.

Tramite le valutazioni economiche (guarda tabella) effettuate sono stati ricavati i seguenti tempi di ritorno dell’investimento: 3.3 anni con docce quotidiane; 11.7 anni con docce 2 volte alla settimana. Si può dunque stimare che l’installazione di uno scambiatore per il recupero del calore dell’acqua reflua di un box doccia possa essere economicamente valida nel caso di un utilizzo frequente della doccia.